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Un caso di LES

Gabriella Formenti, Alessandro Napolitano
Scuola di Medicina Naturale “Sowen” - Milano
 
 
SUMMARY

The Authors present a case of Lupus in a woman whose blood indexes of illness activity were markedly reduced and anti-DNA antibodies were normalized. Usually, collagen diseases involve all the Five Elements, but the illness starts in the Earth, which hurts the Water (“wireloop” glomerular lesion of Lupus, involvement of Central Nervous System) and causes Heat liberation associated to Qi and Blood stasis. In our clinical case our woman had a very weak Water, previously involved during childhood by Rheumatic Fever: we observed an Emptiness of Kidney and Liver Yin which lead to Qi and Blood stasis and to systemic Fire liberation.

KEY WORDS: Lupus, Five Elements, Stasis

RIASSUNTO
Gli Autori presentano un caso di Lupus in una donna nella quale gli indici ematici di malattia si sono marcatamente ridotti e gli anticorpi anti-DNA si sono normalizzati. Di solito, le collagenopatie interessano tutte e cinque le Logge, ma la malattia inizia nella Terra, che lede l’Acqua (glomerulopatia “a fil di ferro”, interessamento del Sistema Nervoso Centrale) e determina liberazione di Calore seguita da stasi di Qi e Sangue. Nel nostro caso clinico la nostra paziente presentava un’Acqua molto debole, precedentemente interessata nell’infanzia da un Reumatismo: si osserva un Vuoto di Rene e Fegato Yin con conseguente stasi di Qi e Sangue e liberazione di fuoco a livello sistemico.

PAROLE CHIAVE: Lupus, Cinque Elementi, Stasi
 

INTRODUZIONE

In modo generico si possono definire i disordini autoimmuni come patologie in cui il sistema immunitario produce autoanticorpi che, diretti contro un antigene endogeno, producono un danno tissutale; in condizioni normali probabilmente la reazione autoimmune è controllata dall’azione di una popolazione di cellule T-suppressor specifiche.
Il rischio di sviluppare autoimmunità può dipendere da vari fattori ambientali che interagiscono con una predisposizione genetica, quasi come fossero l’innesco di un esplosivo.
Infezioni e luce solare, per esempio, producono un danno dei tessuti rendendo questi ultimi “estranei” all’organismo di appartenenza.
Fenomeni analoghi possono essere causati anche da tumori (per es. ovaio, seno, polmone) in cui molecole normalmente presenti all’interno della cellula si spostano sulla sua superficie dando così origine a un qualche cosa che il sistema immunitario, non riconoscendolo, attacca.
È indiscusso che qualsiasi fattore, esterno o interno, debba combinarsi con una suscettibilità genetica che determina una predisposizione a sviluppare questo tipo di patologie, il che spiega il ricorrere di determinate malattie autoimmuni all’interno di determinati nuclei familiari.
La terapia oggi in uso agisce a vari livelli del processo di formazione dei linfociti e della risposta autoimmunitaria; nel LES, nell’artrite reumatoide nella sclerosi sistemica e multipla e in altre forme gravi refrattarie agli altri più comuni trattamenti, discreto successo ha l’immunosoppressione intensa seguita da infusione periferica di cellule staminali.
Allo studio, oltre alla terapia genica, c’è anche un approccio alternativo che consiste nel tentativo di “riprogrammare” la tolleranza del sistema immunitario, per esempio somministrando ripetutamente l’autoantigene per provocare una desensibilizzazione.

LES – LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO
È una malattia infiammatoria sistemica con manifestazione clinica polimorfa caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi diretti verso diverse componenti tissutali ma in particolare verso componenti del nucleo cellulare, e tra questi l’autoanticorpo più caratteristico è quello rivolto verso il DNA nativo.
Colpisce prevalentemente il sesso femminile insorgendo in una fascia di età varia (da 0 a 76 aa), la sua incidenza annua va da 1 a 10 nuovi casi /100.000 abitanti.

ETIOPATOGENESI
Pur non essendo nota si ritiene che la genesi del LES sia multifattoriale e veda implicati fattori immunologici, ambientali, genetici e forse microbiologici. Anche gli ormoni sessuali si pensa abbiano un ruolo nella genesi del LES e in particolare si pensa alla capacità degli ormoni sessuali di modulare la risposta immunitaria con effetti stimolatori da parte degli ormoni sessuali femminili e inibitori di quelli maschili.
Caratteristica del LES è la presenza di autoanticorpi di diversi tipi e in particolare di quelli diretti contro componenti del nucleo cellulare: tali autoanticorpi legandosi al DNA delle cellule in disfacimento, formano dei complessi Ag-Ab che possono depositarsi in varie sedi, come le membrane basali glomerulari e i capillari, determinando l’attivazione del complemento e dunque i danni tipici di una malattia da immunocomplessi.
In condizioni normali gli Ab reagendo con l’Ag tendono a formare un reticolo(immunocomplesso), se l’immunocomplesso è grande, è facilmente captato dalle cellule del SRE e digerito con un meccanismo detto di “eliminazione immune”.
Se invece gli immunocomplessi si formano in eccesso di Ag, sono più piccoli, di conseguenza circolano più facilmente e possono andare a localizzarsi per esempio nei capillari o nelle membrane basali dei glomeruli renali. Il meccanismo d’azione di questi immunocomplessi è basato sulla attivazione del complemento; successivamente l’interazione degli immunocomplessi con le cellule fagocitiche provoca il rilascio degli enzimi lisosomiali che danneggiano i tessuti circostanti.

DIAGNOSI

La diagnosi può essere difficile, essendo il LES una malattia polimorfa, ma si basa sulla presenza di segni e sintomi accompagnati da una adeguata sierologia (aumento di VES, PCR , positività Ab anti nucleo, aumento alfa 2 e gammaglobuline).
L’esordio della malattia è spesso il momento più critico ed è rappresentato per lo più da febbre elevata, astenia, dolori articolari diffusi e eritema vasculitico della cute esposta al sole.
Il decorso della malattia è vario e spesso è caratterizzato da periodi di remissione e di esacerbazione; la compromissione renale e del SNC è particolarmente grave.
Notevole importanza ha un attento monitoraggio dei parametri bioumorali (VES, PCR; complemento, anti DNA) per poter trattare precocemente le recidive.

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
Tutte le connettivopatie possono riconoscere in uno squilibrio della Loggia della Terra la disarmonia iniziale che poi va a ripercuotersi su tutti gli altri organi e logge con gravità diversa.
Certamente nel LES il Rene è l’organo più seriamente danneggiato da cui originano le lesioni tipicamente più gravi di questa malattia: la glomerulonefrite lupica e l’interessamento del SNC.
Da un punto di vista energetico, più di altre connettivopatie il LES ha una connotazione di calore liberato da un vuoto della radice renale Yin che si accompagna a una stasi di sangue e di Qi, particolarmente a livello articolare, causa quest’ultima della rigidità, del dolore e della difficoltà al movimento delle articolazioni.
Per ultimo ma certamente non per importanza, si deve considerare l’interessamento del patrimonio ancestrale dimostrato dalla importanza in questa forma , come nelle altre patologie autoimmuni, che familiarità e predisposizione genetica ad ammalare rivestono.
 

CASO CLINICO

Donna di 75 aa affetta da LES.

Anamnesi Familiare
Padre deceduto a 65 aa per IMA; Madre deceduta a 77 aa per IMA; 1 fratello deceduto a 64 per IMA, 1 sorella deceduta per emorragia cerebrale a 55 aa; altri germani viventi e sani.

Anamnesi Fisiologica
Nata a termine da parto eutocico, allattamento materno, normale sviluppo somatopsichico, scolarità elementare, lavoro come infermiera fino a 25 aa, poi dopo il matrimonio a 26 aa casalinga. Menarca a 13 aa flussi seguenti regolari per ritmo, quantità e durata 3 gravidanze a termine, 1 aborto spontaneo. Menopausa a 47 aa

Anamnesi Patologica Remota

Comuni esantemi dell’infanzia RAA a 8 aa
Appendicectomia a 20 aa
Obesità
Diverse coliche addominali
Dall’età di 55 aa ipertensione arteriosa complicata da circa quattro anni da retinopatia ipertensiva
Nefrolitiasi in età adulta con emissione per due volte di calcoli e IVU
Osteoporosi
Varici arti inferiori
Duodenite erosiva nel 2000 trattata con PPI e risolta
Dal 2001 LES (forma mista con artrite reumatoide)
Nel febbraio 2005 episodio di lombosciatalgia con riscontro di ernia discale L2-L3, L3-L4, L4-L5
Dal novembre 2005 comparsa di ernia ombelicale.

L’esordio del LES è stato caratterizzato da astenia marcata, febbre elevata persistente, artralgie molto importanti con vistoso edema delle ginocchia che impedivano il normale svolgimento dell’attività quotidiana. Dopo i comuni accertamenti che evidenziavano un’importante movimento degli indici di flogosi e dei principali indici dell’autoimmunità veniva ricoverata presso il reparto immunologico dell’Ospedale di Brescia dove veniva posta diagnosi di LES (con artrite reumatoide) e veniva iniziata terapia con fluorcortolone ad elevato dosaggio, methotrexate e idrossiclorochina, oltre al concomitante utilizzo di FANS e inibitori selettivi della COX2 per il controllo della sintomatologia algica.

La sintomatologia della paziente dopo un iniziale miglioramento, si è stabilizzata ed è stata caratterizzata, nonostante l’uso continuo di steroide, methotrexate e idrossiclorochina, da una notevole componente algica con una importante limitazione nei movimenti. Nel novembre 2005 veniva iniziato trattamento con agopuntura. 

Esami di laboratorio significativi

 

VES
PCR

Ab anti DNA

nativo
Ab anti CCP
13-01-2006
29
37
5,9
+
(*)
20-04-2006
9
2,6
Negativo
5,6
(v.n. 0,0 – 24,9)

 

il laboratorio ha indicato solamente la positività senza quantizzare la concentrazione anticorpale.
I restanti esami di routine sono tutti nella norma

Anamnesi secondo MTC

 

Caratteristiche del dolore

Il dolore colpisce maggiormente mani, spalle, gomiti, ginocchia e regione lombare.
Si tratta di un dolore pulsante anticipato da blocco articolare cui segue una notevole difficoltà al movimento, aumenta molto con il movimento, con la pressione anche se leggera. L’applicazione di freddo pare aumentare la sensazione dolorosa.
Aumenta dal tramonto e raggiunge il suo acme durante la notte, mentre di giorno diminuisce e il massimo della diminuzione si ha verso le 11,30 a.m.
Verso sera spesso vi è comparsa di febbre che non compare mai di giorno.
Il dolore pare aumentare anche con il vento e (forse) con i cambiamenti climatici, spesso precede la pioggia.
Il dolore interessa contemporaneamente, ma non con la stessa intensità, più articolazioni.
Sonno: dalla comparsa della malattia è agitato, non sogni.
Soggettività Cardiovascolare: in presenza di febbre la paziente ha affanno
Termoregolazione: soffre il caldo
Estremità regolari, sudore regolare, diuresi regolare, minzione regolare, edemi a piedi e caviglie , sete regolare ma beve molto perchè se lo impone per la pregressa nefrolitiasi, labbra regolari, bocca regolare, appetito buono, digestione lenta, addome globoso, alvo regolare, feci morbide, emorroidi solo in gravidanza, naso e respirazione ndp, non tosse né catarro, muscoli normotrofici, presente ernia ombelicale, non perdite genitali, app. genitale ndp, rapporti sessuali regolari per l’età, menarca a 13 aa con flussi seguenti regolari per r.q.d., menopausa a 47 aa senza particolari disturbi. Cute normotrofica, presente “eritema a farfalla”, capelli radi e fini, atteggiamento psicologico estroverso.
Gradisce la primavera, il caldo, il secco, il rosso, l’agro, ama il movimento. Presbiopia.
Ha carattere aperto, non rimugina, è persona mite e molto aperta agli altri.

Lingua: stretta, rosso – violacea, induito assente, presenti crepacciature specialmente nel centro.
Il polso: ritmico, rapido, shu - pieno.
 

DIAGNOSI SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Si tratta di un quadro complesso che vede coinvolte praticamente tutte le logge anche se con intensità e gravità diverse, ma il primum movens, non dimenticando l’interessamento della loggia della Terra, può certamente essere ricondotto a un grave e profondo squilibrio della loggia dell’Acqua minata già nell’infanzia dal RAA. In particolare si tratta, secondo noi, di un vuoto di Yin di Rene e Fegato cui consegue una stasi di Qi e sangue particolarmente a livello articolare e a una liberazione di calore tossico che si manifesta a livello sistemico.

TERAPIA

Dopo le prime sedute di riequilibrio generale e in particolare della loggia della Terra, la paziente riferisce di aver nuovamente sognato dopo anni che non sognava più e di avere risvegli tranquilli e di sentirsi ben riposata.
Nelle sedute successive si è purificato il calore utilizzando il 14 GV, 4 e 11 LI , sostenuta la loggia dell’Acqua con 1 KI 3 KI e si è cercata l’azione miorilassante del 34 GB.
Dopo la seduta compare febbre serotina elevata senza brividi e senza alcun fastidio che perdura per circa due ore e si risolve spontaneamente, dal giorno seguente benessere: non dolori articolari e notevole diminuzione dell’impaccio articolare nei movimenti.
Il benessere perdura per circa quattro gg, poi si ha ripresa della sintomatologia.
Si insiste per tre sedute con lo schema d’inizio e sempre si verifica la stessa situazione di benessere dopo episodio febbrile strettamente legato alla seduta d’agopuntura.
Viene allora modificato il trattamento: 14 GV, 20 GB, 11 e 4 LI, 39 GB monolateralmente (per il rientro dello Yang), 34 GB mono e controlateralmente al 39 GB, 3 KI, 1 KI.
Dopo un paio di sedute la febbre diventa febbricola e poi scompare e il benessere persiste.
A volte è stato aggiunto il 9 VC per gli edemi declivi che poi si sono ridotti e non hanno più avuto necessità di alcun trattamento.
La cadenza delle sedute è settimanale; è da segnalare che non è stato possibile aumentare l’intervallo tra una seduta e l’altra perchè in settima giornata si è avuta ricomparsa dei sintomi e in quindici giorni la paziente non era nuovamente più in grado di salire autonomamente sul lettino.
Dal febbraio 2006, dato il miglioramento dei sintomi, è stata diminuita la dose settimanale dello steroide di circa il 20%, mentre il dosaggio di methotrexate e idrossiclorochina è rimasto invariato; è’ invece sensibilmente diminuito l’uso di inibitori selettivi della Cox2 e di FANS.
A tutt’oggi la sintomatologia algica è decisamente sotto controllo, i dati di laboratorio si mantengono stabili e la paziente è in grado di svolgere autonomamente le sue normali attività quotidiane, senza alcun incremento farmacologico.

CONCLUSIONI
Il trattamento con aghi ha ottenuto non solo, come ci si poteva attendere, un miglioramento della sintomatologia algica, ma ha anche influenzato il quadro ematochimico che dall’esordio della malattia non aveva subito alcuna modifica nonostante l’uso anche massiccio di steroide; in particolare si è avuta una decisa riduzione della VES che da 29 è scesa a 9, della PCR che è passata da 37 a 2,6 ma soprattutto deve essere sottolineata la negativizzazione degli Ab anti DNA nativo e il rientro in valori di norma degli Ab anti CCP.

 

Dato che la prognosi della malattia è strettamente legata oltre che alla complementemia anche alla presenza di Ab anti DNA nativo (migliore è la prognosi se complemento nella norma e Ab anti DNA nativo bassi), credo si possa concludere che questo sia un risultato assolutamente importante per poter costituire il punto di partenza per successive e più corpose verifiche .
Inoltre ritengo sia di non minore importanza il fatto che il riscontro tangibile e oggettivamente valutabile di parametri ematochimici come quelli di cui abbiamo parlato, consentono di affermare che la terapia con agopuntura non agisce solo a livello sintomatologico, ma anche a un livello più profondo e sostanziale: si può in questo caso affermare con certezza che non si tratta di effetto placebo, ma di un trattamento anche a livello organico profondo, pur essendo a noi ignoto il meccanismo d’azione, inteso in senso occidentale, che lo sottende.
Con un po’ di coraggio si può affermare che il punto di contatto filosofico tra agopuntura, tecnica millenaria, e i nuovi approcci terapeutici occidentali che cercano di ottenere la riprogrammazione della alterata tolleranza del sistema immunitario sia l’induzione di meccanismi di autoguarigione, ottenuta in quest’ultimo caso con la somministrazione di autoantigeni e nell’altro con il riequilibrio energetico attraverso gli aghi.
 

BIBLIOGRAFIA

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